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Qual’è la differenza tra pancetta e guanciale?

Ti sei mai chiesto se esiste una differenza tra pancetta e guanciale? In questo articolo cercheremo di spiegarti la loro derivazione e la loro lavorazione.

Capita di fare confusione tra pancetta e guanciale, anche se spesso questi ingredienti vengono ritenuti simili dai meno esperti non lo sono per niente per svariate ragioni. La pancetta, come dice la parola, deriva dalla pancia del maiale, è un taglio meno pregiato e più grasso; esiste in diverse forme: tesa, coppata, arrotolato o affumicata. Il guanciale viene ricavato dalla guancia, dalla parte del collo del maiale e in alcuni casi anche dalla spalla: può essere gustato sia crudo che cotto.

Questi due ingredienti si differenziano anche per la lavorazione che subiscono: la pancetta viene salata, speziata e fatta stagionare per un periodo che in media non supera i 60 giorni. Mentre, il guanciale, necessita di un periodo di lavorazione non inferiore ai 3 mesi che gli permette il formarsi di quella caratteristica crosticina esterna che diventa croccante una volta cotta.

Quindi se spesso questi due ingredienti vengono confusi in quanto sono ritenuti interscambiabili abbiamo constatato che non è così, data la provenienza della carne e il tempo di stagionatura della stessa.

Nel nostro negozio è possibile acquistare la pancetta tesa, un ingrediente che viene spesso usato nei piatti della tradizione italiana: un salume di maiale molto saporito e super versatile per aperitivi, primi e secondi piatti.

La pancetta tesa, nello specifico, prende il nome del pezzo di carne da cui viene ricavata ossia la parte magra del ventre del maiale. Successivamente viene salata e aromatizzata, viene fatta stagionare nella sua forma originaria, a differenza della classica pancetta che ha una forma circolare e tondeggiante.

Al palato si scioglie in bocca grazie alla presenza di una venatura di grasso nobile della parte ventrale magra del maiale: il sapore risulta quindi più aromatizzato, più “morbido” e delicato.

Quali sono le fasi della produzione della pancetta tesa:

  • rifilatura della pancia con la cotenna
    salatura
  • aromatizzazione
  • stagionatura (non più di 3 settimane)

Questo tipo di pancetta può essere inserita nella categoria della “pancetta conservata”; è considerata un alimento grasso, ipercalorico, piuttosto ricco di sodio e potassio.

Ma come consumarla?
La pancetta tesa si può gustare vicino a un tagliere di formaggi o a un piatto di frutta secca, oppure con alcune marmellate come il miele di acacia. Si può utilizzare per insaporire involtini e spiedini, è ottima abbinata a una verdura come gli asparagi. Per i primi non si può dimenticare la pasta all’amatriciana.

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