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Parmigiana di zucchine con yogurt greco

Chi l’ha detto che la parmigiana si fa solo con le melanzane?

Amiamo alla follia le zucchine e vogliamo sempre trovare nuovi modi per cucinarle, amiamo anche la parmigiana ma volevamo una variante un po’ più leggera ed estiva. Da queste esigenze è nata questa ottima parmigiana di zucchine con zucchine, fiori di zucca e yogurt greco. Puoi decidere se farla in una grande teglia oppure, come abbiamo fatto noi, in teglie monoporzione…

Ingredienti per 4 persone

5 zucchine (circa 500g)
12 fiori di zucca
250 g scamorza
450 g yogurt greco
50 g parmigiano
2 cucchiai di pinoli
basilico
olio evo
sale
pepe

Procedimento

Affetta le zucchine dal lato lungo con un coltello oppure con la mandolina e grattugia la scamorza grossolanamente. Pulisci i fiori di zucca tagliando la base ed eliminando il pistillo poi rompili in due pezzi.
Ungi le teglie e disponi un primo strato di zucchine e poi farcisci con scamorza, yogurt greco, fiori di zucca, basilico, parmigiano grattugiato e un pizzico di sale. Ripeti fino a comporre tre strati. 
Cospargi la superficie con pinoli e pepe poi inforna a 200°C per circa 15-20 minuti. Servi la parmigiana di zucchine con basilico fresco.

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Lo yogurt: un prodotto sano e perfetto per l’estate

Lo yogurt è un sottoprodotto della lavorazione del latte,  che può essere di qualsiasi animale (capra, mucca e pecora) e anche di origine vegetale (come il latte di soia, di riso, di noci…) perché deriva essenzialmente dalla fermentazione degli zuccheri.

Infatti, se nel latte entrano alcuni batteri particolari che industrialmente vengono inseriti di proposito, questi hanno una particolare attività detta fermentazione.

 

Per prima cosa scindono lo zucchero principale del latte, il lattosio, nelle due unità di base che sono il glucosio e il galattosio, poi si “mangiano” quest’ultimo formando un acido: il famoso acido lattico. Questo acidifica il prodotto, rendendo la vita impossibile ad altri batteri e facendo sì che il latte possa conservarsi più a lungo.

Ed è per questo motivo che lo yogurt è molto più acido rispetto al latte di partenza.

Perché lo yogurt tradizionale non è quello del supermercato

Eppure lo yogurt a cui siamo abituati non è acido! Perché quello non è yogurt.

Il marketing, negli anni ’80, ha fatto un così grande lavoro in Italia, facendo credere che quei barattolini ai vari gusti molto dolci che troviamo nei supermercati fossero yogurt.

Si tratta di uno yogurt con aggiunta di panna o zucchero per renderlo più appetibile, soprattutto ai bambini.

 

Venite a trovarci e chiedete dello yogurt, quello vero.

Sentirete la differenza e non lo lascerete più, anche quello con la frutta.

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Qual’è la differenza tra pancetta e guanciale?

Ti sei mai chiesto se esiste una differenza tra pancetta e guanciale? In questo articolo cercheremo di spiegarti la loro derivazione e la loro lavorazione.

Capita di fare confusione tra pancetta e guanciale, anche se spesso questi ingredienti vengono ritenuti simili dai meno esperti non lo sono per niente per svariate ragioni. La pancetta, come dice la parola, deriva dalla pancia del maiale, è un taglio meno pregiato e più grasso; esiste in diverse forme: tesa, coppata, arrotolato o affumicata. Il guanciale viene ricavato dalla guancia, dalla parte del collo del maiale e in alcuni casi anche dalla spalla: può essere gustato sia crudo che cotto.

Questi due ingredienti si differenziano anche per la lavorazione che subiscono: la pancetta viene salata, speziata e fatta stagionare per un periodo che in media non supera i 60 giorni. Mentre, il guanciale, necessita di un periodo di lavorazione non inferiore ai 3 mesi che gli permette il formarsi di quella caratteristica crosticina esterna che diventa croccante una volta cotta.

Quindi se spesso questi due ingredienti vengono confusi in quanto sono ritenuti interscambiabili abbiamo constatato che non è così, data la provenienza della carne e il tempo di stagionatura della stessa.

Nel nostro negozio è possibile acquistare la pancetta tesa, un ingrediente che viene spesso usato nei piatti della tradizione italiana: un salume di maiale molto saporito e super versatile per aperitivi, primi e secondi piatti.

La pancetta tesa, nello specifico, prende il nome del pezzo di carne da cui viene ricavata ossia la parte magra del ventre del maiale. Successivamente viene salata e aromatizzata, viene fatta stagionare nella sua forma originaria, a differenza della classica pancetta che ha una forma circolare e tondeggiante.

Al palato si scioglie in bocca grazie alla presenza di una venatura di grasso nobile della parte ventrale magra del maiale: il sapore risulta quindi più aromatizzato, più “morbido” e delicato.

Quali sono le fasi della produzione della pancetta tesa:

  • rifilatura della pancia con la cotenna
    salatura
  • aromatizzazione
  • stagionatura (non più di 3 settimane)

Questo tipo di pancetta può essere inserita nella categoria della “pancetta conservata”; è considerata un alimento grasso, ipercalorico, piuttosto ricco di sodio e potassio.

Ma come consumarla?
La pancetta tesa si può gustare vicino a un tagliere di formaggi o a un piatto di frutta secca, oppure con alcune marmellate come il miele di acacia. Si può utilizzare per insaporire involtini e spiedini, è ottima abbinata a una verdura come gli asparagi. Per i primi non si può dimenticare la pasta all’amatriciana.

Visita il nostro shop e acquista!

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Fienagione: la base dell’agricoltura di montagna

Cosa si intende per fienagione e perché é così importante?

La fienagione è alla base dell’agricoltura di montagna, in quanto consente il pieno utilizzo dei prati e dei pascoli e l’allevamento del bestiame.

 

Alle nostre altitudini è possibile falciare i prati due volte, prima che giunga l’autunno.

 

La fienagione è alla base dell’agricoltura di montagna, in quanto consente il pieno utilizzo dei prati e dei pascoli e l’allevamento del bestiame.

Alle nostre altitudini è possibile falciare i prati due volte, prima che giunga l’autunno.

Un tempo il lavoro veniva compiuto interamente a mano ed impegnava duramente e a lungo tutti i componenti di un nucleo famigliare.

 

Capitava che l’intera famiglia dovesse trasferirsi momentaneamente pernottando in baracche, baite o ripari improvvisati.

Gli attrezzi impiegati nella fienagione erano:

  • falci
  • rastrelli
  • coti
  • portacoti
  • ferri da fieno

L’erba falciata veniva lasciata ad asciugare al sole sui prati. Inoltre, andava frequentemente rivoltata con la forca da fieno per favorirne l’essicazione e a volte si provvedeva a stenderla su appositi graticci esposti al vento.

 

Per la raccolta ci si aiutava con grandi teli di canapa che venivano trasportati a mano fino alla più vicina baita o con l’aiuto di un carro da trasporto mentre, d’inverno aiutandosi con le slitte. Il fieno veniva infine stivato nel fienile, ampio ed areato, per garantire l’alimentazione del bestiame durante il lungo inverno.

 

Se la stagione era buona, si potevano fare addirittura tre tagli all’anno:

► fieno di primo taglio, raccolto fine maggio o giugno; è il fieno migliore;

► fieno di secondo taglio in agosto;

► fieno di terzo taglio o settembrino che è quello con qualità nutritive inferiori.

Alle nostre altitudini il terzo taglio è fatto dal pascolamento degli animali scesi dagli alpeggi

Alle nostre altitudini il terzo taglio è fatto dal pascolamento degli animali scesi dagli alpeggi.


Oggi, in montagna il problema sono i mezzi meccanici pensati quasi esclusivamente per l’agricoltura di pianura o comunque di prati estesi e pianeggianti. I nostri terreni, invece, abbondano di terrazzamenti e pendii dove un trattore pesante non riesce ad arrivare, per questo ci siamo attrezzati con una piccola falciatrice così da arrivare nei punti più difficile e cercando di mantenere a prato tutti quei terrazzamenti che altrimenti andrebbero a bosco.

 

Grazie inoltre alle nostre capre riusciamo a pascolare tutti i punti impervi e a ripulire i muretti, infatti le capre e le pecore sono ghiotte di rovi ed edere e vanno proprio a cercare quelle sui muretti perchè mischiare con il calcare delle rocce essendo salato dà alla capra anche i sali minerali e un aggiunta di gusto in più.

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Primo Sale, un formaggio fresco dalle origini antiche

Il burro è un prodotto alimentare ottenuto per lavorazione della crema ricavata dal latte di vacca o dal suo siero

Il primosale è un formaggio da tavola fresco e giovane che affonda le sue origini in Sicilia, dove viene chiamato “primusali”. Tradizionalmente il primosale veniva prodotto con latte ovino, ma porta lo stesso nome anche il formaggio fatto con latte solo vaccino e da noi trovi anche quello a solo latte caprino!! Leggi le proprietà sul nostro blog.                                                                                                                                                                                                                  

La lavorazione del primosale è sempre la stessa: il latte crudo e intero viene fatto cagliare, compresso nelle forme (tonde o rettangolari), a volte aggiungendovi spezie, e poi lasciato rassodare; le forme subiscono quindi una sola salatura (da cui il nome) a mano e quindi lasciate maturare per circa due giorni.                                                                                                                                                                                                                                 

Ne nasce un formaggio dalla pasta di colore bianco porcellana, di consistenza morbida e compatta, granulosa e con una leggera occhiatura. Come per altri formaggi a pasta molle, il primo sale ha un gusto delicato dove spicca il sapore del latte, con note acide, ma anche dolci se è prodotto con latte di capra e si sposa con le verdure estive.                                                          

Per queste caratteristiche e per la consistenza malleabile, il primo sale in cucina è molto versatile come “base” per numerose ricette, come nella farcitura delle torte salate e nelle mousse.

 

Dopo l’acquisto, va consumato velocemente. Nel nostro spaccio lo trovi al banco da fare a fette. 

Questi formaggi si prestano a essere accompagnati da diversi tipi di pane, anche spalmati.   

 

I primo sale possono essere utilizzati per produrre salse dense da “crudités” (una specie di pinzimonio tipico d’oltralpe), nelle quali vengono intinti vari tipi di ortaggi.            

Non sono formaggi che lasciano molta scelta nell’abbinamento enologico; si consigliano prodotti giovani e frizzanti, soprattutto bianchi.                

Prova il nostro primo sale, non te ne pentirai!

Ricotta di muccaCategorieNovità

A dieta? Ricotta di mucca si o no?

Ricotta di mucca

La ricotta di mucca: un alimento molto amato dagli italiani spesso proposto a tavola

La ricotta di mucca è amato da tutti: è adatto alla dieta degli adulti ma anche dei bambini che spesso adorano questo prodotto per il gusto e la consistenza. Molto versatile in cucina viene consigliato per un pasto veloce in ufficio o a scuola, oppure abbinato a una buona porzione di verdure cotte o crude. 

 

Ci sono però dei pareri discordanti riguardo alla ricotta come alimento da inserire nella dieta: spesso può essere scambiato per un cibo grasso e ipercalorico ma non è così. Viene infatti considerato come uno di quegli alimenti  indispensabile in una dieta. 

La ricotta di mucca un prodotto perfetto per la dieta

Ricotta di mucca

Questo latticino ipocalorico è perfetto per chi sta per iniziare o ha già iniziato una dieta: può essere sostituito a formaggi sconsigliati in una dieta, diventando quindi un ingrediente ma anche un pasto. In generale, la ricotta vaccina – se è di puro siero come la nostra – viene considerata un prodotto magro.

 

Contiene mediamente più proteine di alto valore biologico, ma meno lipidi dei formaggi ed è povera di calorie diventando quindi  facilmente digeribile. Povera di carboidrati e considerata un’ottima fonte di calcio e fosforo, essenziali per le nostre ossa. Inoltre anche la quantità di sodio contenuta nella ricotta è decisamente inferiore a quella contenuti in altri formaggi. Per ultimo, ma non meno importante contiene anche le vitamine della famiglia A e B2.

 

Tutte queste caratteristiche rendono la ricotta un alimento ideale se si sta cercando di tenere sotto controllo grassi e calorie.

Quali sono i valori nutrizionali della ricotta?

Per 100 g di ricotta di siero vaccina sono presenti:

  • 146 calorie
  • 10,9 grammi di grassi

Quindi se si tiene conto dei valori nutrizionali, alla nostra domanda “A dieta, ricotta sì o no” diremmo sicuramente un si, la ricotta è perfetta per chi vuole iniziare una dieta. 

 

 

Se poi la dieta non è così rigorosa, perché non provare quella caprina? Ma ne parleremo un’altra volta!!

 

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Come scegliere il burro ?

“Il burro è un prodotto alimentare ottenuto per lavorazione della crema ricavata dal latte di vacca o dal suo siero”

Come scegliere il burro ?

Il burro, insieme all’olio extravergine di oliva, è una delle poche fonti di grasso che noi riteniamo genuine, poiché viene ottenuto solamente con procedimenti meccanici, senza procedimenti chimici.

Purtroppo il burro in Italia ha una pessima fama: moltissime persone pensano che sia dannoso per la salute e lo evitano, utilizzandolo magari solamente per i dolci, o per mantecare il risotto, ma sempre con la convinzione di star facendo qualcosa di “sbagliato” per la propria salute.

In realtà, il burro ha il solo “difetto” di contenere una percentuale abbastanza alta di grassi saturi. Tuttavia, ormai è praticamente assodato che i grassi saturi non sono un problema, se consumati nella giusta quantità all’interno di una dieta equilibrata.

Esistono diversi modi per produrlo, che dipendono dalla materia prima utilizzata: il burro può essere fatto con la panna di affioramento, con la panna fresca di centrifuga, o con la panna di siero.

In ordine di qualità abbiamo il burro da panna d’affioramento perchè la panna e il latte non subiscono nessuno stress di macchina e il grasso affiora in superficie naturalemente, di seguito abbiamo la panna da centrifuga che è usata principalmente dall’industria casearia per scremare il latte da bere o per velocizzare le produzioni di formaggi light, ed infine la panna da siero, essendo il siero già un sottoprodotto con una cerca acidità superiore al latte, avremo una panna con una partenza acida più elevata.

Nella terza tipologia, mi piace distinguere però la tipologia di latte che ha prodotto il siero, infatti se ci è mai capitato di provare un burro di panna di siero d’alpeggio, è molto più aromatico e molto pastoso e quindi anche buono, questo perchè in alpeggio il latte ha una percentuale di grasso molto elevata, che non riesce ad essere cagliata tutta e che finisce nel siero rendendolo molto meno acido di una classica lavorazione in valle o in pianura, inoltre il latte deriva da animali al pascolo che riportano nel latte tutti i profumi e sapori dell’erba verde.

Noi produciamo burro d’affioramento d’inverno e burro da siero di Bettelmatt d’estate. Entrambi assolutamente da provare!!!

YOGURTCategorieConsigli Novità

LE PROPRIETA’ DELLO YOGURT DI CAPRA

Sono sei le proprietà che caratterizzano lo yogurt di capra!

Oggi è arrivato il momento di scoprire più da vicino i benefici di un altro delizioso prodotto: lo yogurt di capra

Realizzato con solo latte di capra, questo yogurt si contraddistingue per numerose proprietà, utili a portare numerosi benefici al nostro organismo, a livello intestinale e energetico.

Sei curioso di scoprirle tutte? Ecco quelle che non puoi perderti.

  1. Fa bene alle ossa. Il ricco contenuto di calcio e fosforo di questo yogurt aiuta la mineralizzazione delle ossa, rendendole più forti e resistenti.
  2. E’ ricco di nutrienti. Oltre al calcio e al fosforo accennati prima, lo yogurt di capra è fonte di altri importanti sali minerali (come rame, potassio, manganese e ferro) insieme ad numerose vitamine.
  3. E’ facilmente digeribile. È vero che il latte di capra possiede più o meno gli stessi grassi di quello vaccino, ma qui i globuli sono più piccoli. È proprio per questo che lo yogurt di capra è più facilmente digeribile.
  4. Contiene meno lattosio. Questo vale solo per la versione greca. Il passaggio di filtraggio in più elimina una quantità maggiore di lattosio, rendendo questo yogurt perfetto per chi soffre di lievi intolleranze (ovviamente prima è necessario chiedere sempre un parere al proprio medico).
  5. Ha note proprietà cosmetiche. Come accade per molti alimenti, lo yogurt di capra non fa bene solamente se consumato. Sono note infatti anche le sue proprietà cosmetiche per pelle, viso e capelli.
  6. E’ perfetto per chi pratica sport. Il maggior apporto di potassio e magnesio è utile per la contrazione muscolare, mentre l’alto valore energetico è perfetto per riprendersi dopo un’attività fisica e la reintegrazione dei minerali.

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L’ingegnere-allevatore alla guida delle Aree protette dell’Ossola

Vittoria Riboni

Da "LA STAMPA":

Vittoria Riboni da un paio di mesi è presidente del parco regionale ossolano

Dopo la laurea, ha lavorato come ingegnere ambientale a Milano. Ma la città le andava stretta, e così ha raggiunto le montagne dell’Ossola per fare l’allevatrice di capre a Premia, con attività casearia (e vendita di formaggio) a Baceno. Ora eccola impegnata nella tutela dell’ambiente. Da meno di due mesi è presidente del